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Maria Tuninetti, la “totina” che ha compiuto cent’anni

Classe 1917, Maria Tuninetti, è stata festeggiata giovedì 13 aprile 2017 alla casa di riposo Ospedale di Cherasco da partenti, ospiti, personale della struttura.

maria tuninetti 2017Presenti allo spegnimento delle cento candeline anche il presidente dell’Ospedale, Mario Palermo e la direttrice Alda Seghesio.

A portare un bel mazzo di rose a nome dell’Amministrazione comunale è arrivato il vicesindaco Carlo Davico.

 

Maria Tuninetti, originaria di Carmagnola, ha sempre vissuto a Bra dove, con la sorella Lucia, gestiva un laboratorio di sartoria. «Venivano da tutte le parti – ricorda con un sorriso, – da Torino e persino la moglie dell’allora sindaco di Alba, a farsi cucire i vestiti da noi. E oltre a fare la sarta ricamavo anche».

Quando le si chiede il segreto della sua longevità in piena salute e il suo buonumore, si limita al sorriso ma sa già che parenti e amici hanno la battuta pronta: “non si è mai sposata”.

«Era molto bella – commentano i nipoti con affetto – ed è stata anche “reginetta”». Lo ricorda Maria quel momento: «Andavo a ballare al circolo ferrovieri di Bra e allora non si eleggevano le miss, ma le reginette. Io, pur essendo sarta, non amavo i vestiti lunghi. Mi ero messa un vestito molto semplice, corto. C’erano ragazze ben vestite, con i loro lunghi abiti, che aspettavano con ansia l’elezione. Poi il presentatore ha detto: reginetta è la signorina Maria Tuninetti. Che emozione, ma anche che vergogna. Non me lo aspettavo proprio. Mi hanno dato i fiori, messo la fascia e fatto fare il ballo d’onore».

Gli auguri alla simpatica e arzilla nonnina, i nipoti li hanno voluti portare in versi con una poesia che porta semplicemente il titolo “A Maria” e recita: «A Maria che sembra ancora una totina possiamo ancor chiamarla Signorina. Con quei capelli neri ci fai venire mille pensieri. Ma dicci la verità qual è il segreto di tanta longevità? Sarà il fatto che non ti sei maritata così hai vissuto felice e beata. Eppure eri molto bella e schietta tanto da guadagnarti il titolo di “reginetta”. Ma sei sicura di compiere cent’anni? O sarà l’anagrafe che ai tempi ha fatto danni? Sia così, sia come vuole, tu sei come un raggio di sole che scalda gli animi anche se fuori piove. Goditi questo giorno, tu al secolo ci sei arrivata, hai amato la vita e la vita ti ha riamata».

Un lungo applauso ha accompagnato il soffio che ha spento le candeline sul numero tondo, cento.

 

 

Cherasco, 18 aprile 2017