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“In considerazione del suo costante impegno al servizio del territorio, che lo ha reso protagonista nelle vicende politiche ed economiche; per i risultati ottenuti grazie alla capacità e al metodo di coniugare la virtù del dialogo e del confronto con l’energia nell’assumere responabilità e decisioni in una sintesi di concretezza ed efficacia tipiche della nostra gente. Riconoscenti per l’attenzione e il sostegno con cui ha da sempre seguito le iniziative promosse dalla nostra città”. Recita così la targa con cui è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria della città di Cherasco al professor Giovanni Quaglia, già presidente della Provincia di Cuneo, ora ai vertici della Fondazione Crt.

La cerimonia di conferimento è stata sabato 2 dicembre 2017 al teatro Salomone. Il sindaco, Claudio Bogetti, sottolineando le qualità del professor Quaglia, la concretezza, la capacità, l’attenzione, la serietà, ha sottolineato come: «Cherasco è una piccola città che sa farsi amare e noi amministratori la amiamo tantissimo e, con il conferimento della onorificenza a Giovanni Quaglia, riteniamo di onorare la nostra città». Ha ricordato poi un insegnamento particolare di Giovanni Quaglia, un modo di essere da sempre, da quando era sindaco di Genola, poi ai vertici della Provincia, ora alla Fondazione: «Ha insegnato a fare sistema e questo oggi più che mai, in questo momento particolarmente difficile di crisi economica, fare sistema è indispensabile per riuscire a garantire tutti i servizi ma con meno risorse a disposizione. È un insegnamento che io cerco di mettere in pratica ogni giorno nell’amministrazione della città, coinvolgendo tutte le realtà, dal mondo del volontariato alle espressioni economiche e politiche del territorio».

Presente alla cerimonia anche l’eurodeputato Alberto Cirio: «Riconoscere i meriti a chi se li è guadagnati è un segno di rispetto. Questa è una parola che in un mondo come quello attuale, dove si corre sempre, non è scontata. È invece una valore che dobbiamo trasmettere ai nostri figli». Su Giovanni Quaglia: «Ha un grande merito, quello di essere Giovanni Quaglia. Che parli con un’alta sfera dello stato o che parli con l’uscere è sempre lui, a tutti dà la stessa attenzione -  e ha poi sottolineato come - un cuneese sia riuscito ad avere un ruolo importante a Torino. Non è un fatto usuale».


Anche il senatore Michelino Davico ha sottolineato le capacità di Quaglia di essere attento al territorio, presente, grande conoscitore dei suoi problemi ma anche delle sue potenzialità. «Il rischio che oggi corriamo – ha esordito l’onorevole Mino Taricco – è quello di dare tutto per scontato. Ma se guardiamo bene ciò che accade è perchè qualcuno ha fatto delle scelte, giuste o sbagliate, ma le ha fatte». Anche per Taricco uno dei grandi pregi di Giovanni Quaglia è la presenza costante: «Non basta conoscere le cose da lontano. Bisogna esserci. E Quaglia c’è sempre stato e continua ad esserci».


A portare i saluti della provincia Roberto Passone, sindaco di Novello:«L’esempio di Quaglia deve essere per noi uno stimolo. Abbiamo avuto un maestro straor dinario, un valore umano prima ancora che politico».

In sala anche tanti rappresentanti del mondo bancario e delle fondazioni bancarie. Giandomenico Genta è ai vertici della Fondazione Crc e ha ricordato, guardando alla sua esperienza lavorativa prima e poi nel mondo delle fondazioni: «Quaglia ha il pregio di dare a tutti una possibilità, di saper cogliere ciò che uno è disposto a fare, di saper valutare le capacità di chi ha di fronte».

Il neocittadino onorario è stato e continua ad essere vicino al territorio nella sua totalità: vicino alle amministrazioni, ma anche al mondo della Chiesa. Lo ha sottolineato don Angelo Conterno, parroco di San Pietro.

A concludere gli interventi il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino che, tirando un po’ le orecchie alla politica attuale, ha ricordato un pezzo della sua giovinezza: «Sono cresciuto in un condominio con un grande cortile. Ci vivevano personaggi diversi, dall’operaio comunista al democristiano. Il cortile parlava di politica. Se guardiamo la situazione oggi, vediamo che purtroppo troppe volte invece la politica parla da cortile. - Ha aggiunto - Quaglia invece è una delle eccezioni. La sua politica non ha mai parlato da cortile». Riprendendo poi le parole dell’onorevole Cirio: «Voi cuneesi avete due primati: il primo è che tanti anni fa, in tempi insospettabili, c’era la leggenda che se uno viaggiava in auto con le luci accese di giorno era certamente di Cuneo. Oggi tutta Italia, per legge, viaggia con le luci accese di giorno. L’altro primato è Giovanni Quaglia». E, riprendendo una frase che da tempo ripete, parlando di Quaglia, ha concluso: “Ubi Quaglia minor cessat”.

Emozionato si è detto il neocittadino nel ricevere l’onorificenza: «Altre città della Granda mi hanno conferito la cittadinanza onoraria, ma era per motivi spefici, legati ad una mia presenza oppure ad azioni puntuali. La cittadinanza onoraria di Cherasco invece ha un valore in più in quanto mi è conferita non per un’azione specifica, ma riconoscendomi qualità e valori che ho cercato di portare avanti in tutti gli incarichi che ho avuto».

In platea, a festeggiare il neocittadino onorario, tanti amministratori della Granda,  esponenti del mondo industriale e bancario, istituzioni militari e il cittadino onorario di Cherasco, il generale dei carabinieri Carlo Gualdi.

 


Cherasco, 4 dicembre 2017

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