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Mercoledì 25 ottobre 2017, alle 20,30 nel salone di Veglia di Cherasco, per il ciclo di incontri dell’Università Popolare, lo storico Emanuele Forzinetti presenta il suo libro “Alba senza vescovo (1803-1817)”.

Nel volume lo storico braidese evidenzia le conseguenze della Rivoluzione francese anche in Piemonte, conteso da Francesi e Austriaci. Tra queste l’abolizione della primogenitura e della tortura, dell’immunità legata agli edifici ecclesiastici, dei titoli nobiliari, gli espropri dei beni, il nuovo calendario e l’introduzione della festa di San Napoleone. L’abolizione della diocesi albese, nelle intenzioni di Napoleone, faceva parte della riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche che dovevano coincidere con quelle amministrative.  

Alla serata sarà presente il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti. A dialogare con l’autore don Massimo Scotto. Ingresso libero.

 



Cherasco, 19 ottobre 2017

Sabato 14 ottobre 2017 a Palazzo Salmatoris, a Cherasco,  ha aperto i battenti la mostra "Lucio Fontana e l'annullamento della pittura. Dal Gruppo Zero all'arte analitica".


A delineare la figura e il percorso dell'artista conosciuto per i suoi "tagli" è stata Cinzia Tesio, curatrice della mostra: «Dopo un primo periodo legato alla figurazione, Fontana prosegue dando spazio ad un segno graffiante ed intenso: nascono le tavolette graffite del 1931-34, Sono un insieme di opere che enunciano una ricerca insofferente a schemi e consuetudini tecniche, il cui substrato è l'estensione di uno spazio infinito. È sulla metamorfosi della superficie e dei volumi che Fontana accentra la sua attenzione quando ricopre di mosaico il "Ritratto" del 1938 o dissemina di pagliuzze il corpo della "Signorina seduta". Quel che conta è che i volumi e la materia, ispessendosi e coagulandosi, devono essere alleggeriti, proporsi come carne luminosa, testimonianze di un trapasso ad altra dimensione, quella che in futuro sarà aperta dai tagli e dai buchi. Un passaggio tra i volumi, dal pieno materiale al vuoto, che comporta un trapasso di soglia. Da questo concetto nasce l'inedita invenzione di Lucio Fontana che è costituita dal buco praticato nella tela, cui farà seguito il taglio. Un segno che non si posa più sulla tela, ma la attraversa. Spesso i buchi di Fontana compongono costellazioni che mimano poeticamente il cielo bucato dalle stelle, oppure si accompagnano a lunari o fluorescenti escrescenze di materia sabbiosa, a sassolini disseminati come la scia di una cometa».
Ai più di venti capolavori di Fontana si affiancano altre ottanta opere di una quarantina di artisti che permettono di documentare, per la prima volta in Piemonte, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, un movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso e poi diffusosi in tutto il mondo nel seguono di una rottura definitiva con i dogmi della pittura, alla ricerca di una nuova libertà creativa, un "ripartire da zero" che diede vita ad una nuova poetica orientata alla libera creatività e con molti punti di contatto con l'elettromeccanica, la cinetica, l'elettromagnetismo alla quale si ispirarono numerosi artisti.
Le opere esposte provengono da collezioni private di tutto il Nord Italia e da gallerie di respiro internazionale. A chiudere il percorso espositivo una sezione dedicata agli esiti più recenti della "Pittura non pittura", quasi fino al contemporaneo.


Il sindaco Claudio Bogetti e l'assessore alle Manifestazioni Marella Fumero hanno ricordato l'inizio dell'ambizioso percorso espositivo di Palazzo Salmatoris : «Cherasco si conferma città orientata alla promozione della cultura: ci piace considerarla come un laboratorio che produce bellezza, costantemente proiettato verso traguardi sempre più ambiziosi. Le grandi mostre a Cherasco sono da tempo uno dei tasselli più importanti nel settore turistico per la nostra città. Un’idea maturata a fine anni Ottanta che voleva far tornare il palazzo agli antichi splendori, valorizzandolo, facendone un punto di riferimento per l’arte e la cultura. La prima mostra fu nel 1990. Il Comune aveva acquistato il palazzo ma non c’erano fondi per ristrutturarlo. L’idea però continuava ad essere insistente e l’esposizione ebbe luogo. Fu quella di un artista locale, molto apprezzato, il compianto Romano Reviglio. La storia poi è andata avanti, le prime sale sono state ristrutturate e si sono fatti grandi progetti, non solo nella mente di qualcuno, ma sono stati realizzati. Palazzo Salmatoris ha ospitato esposizioni di alto livello: nel 1998 Pablo Picasso, poi Campigli, Ligabue, esposizioni che hanno avuto un afflusso di pubblico straordinario. Non voglio però dimenticare anche tanti altri artisti che hanno esposto nelle nostre sale, come lo scorso anno Dario Ballantini, volto conosciuto al pubblico televisivo che abbiamo scoperto anche in un’altra veste. O come Felice Andreasi, un altro personaggio molto conosciuto per le sue apparizioni sul grande schermo, che qui abbiamo potuto approfondire in un’altra forma d’arte. Ricordiamo anche l’interessante mostra “Nel segno dei Savoia” dello scorso anno che ha permesso di ripercorrere l’importante e significativo legame che la nostra città ha sempre avuto con la dinastia sabauda. E tante altre ancora. Sarebbe lungo l’elenco, queste sale hanno accolto davvero tanti artisti e speriamo continui ad essere luogo privilegiato per esposizioni. E l'inaugurazione di questa prestigiosa mostra è la prova tangibile delle intenzioni della città di continuare questo percorso. Un'esposizione complessa e articolata».

Alla presentazione era presente anche Giovanni Claudio Olivero, presidente della Banca di Cherasco, sponsor dell'evento insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo: «Banca di Cherasco è una banca di territorio e come tale ha il compito di investire in ciò che valorizza e promuove il territorio. Siamo quindi lieti di poter contribuire a questa innovativa e importante esposizione. Il nostro istituto si impegna da anni nella promulgazione delle attività culturali e artistiche e, con questo contributo, si vuole mantenere alta l'attenzione sulla città di Cherasco, come fulcro di promozione culturale».


La mostra sarà visitabile fino al 14 gennaio 2018 dal mercoledì alla domenica in orario 9,30-12,30 e dalle 15 alle 19. Costo del biglietto: 8 euro, 5 il ridotto.
Info: 0172 427050.

Cherasco, 17 ottobre 2017

Dal 14 ottobre 2017 a Cherasco una mostra dedicata all’artista che ha cambiato la storia dell’arte, organizzata dal Comune di Cherasco e Cherasco Eventi
con il patrocinio di Regione Piemonte

 

 


Cherasco dedica un’importante mostra a Lucio Fontana, celebre a livello mondiale per i suoi “Tagli” e per i “Concetti spaziali”.
Protagonista di una radicale e fondamentale innovazione artistica, Fontana si allontanò dalla tradizione pittorica precedente attraverso scelte totalmente nuove, quali l’uso del monocromo e di materiali come vetro, plexiglass e acciaio scelti per esaltare la luce, il movimento e il cambiamento nel concetto di spazio.

Nelle parole della curatrice della rassegna, Cinzia Tesio «Fontana ha proposto una variante originale della poetica del segno: esso non si posa più sulla tela, bensì la attraversa per negarle la funzione di schermo e per affermare invece la sua natura di piano apertamente proteso nello spazio, quasi superficie radar destinata a captare le frequenze di uno spazio illimitato. Attraverso il percorso nella spazialità energetica di Lucio Fontana, la mostra fa luce su alcuni passaggi che, a partire dagli anni Sessanta, sono risultati il nucleo vitale dell’arte italiana: primo fra tutti il concetto di linguaggio trasparente, legato sì al gesto, ma non all’identità psicologica dell’artista, non votato quindi al narcisismo, ma inteso ad esaltare la corrente sotterranea della materia: la tela o il magma di ceramica, la lastra di metallo o l’impasto di colore».

Ai più di venti capolavori di Fontana in esposizione si affiancano altre ottanta opere di una quarantina di artisti che permettono di documentare, per la prima volta in Piemonte, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del Novecento e poi diffusosi in tutto il mondo nel segno di una rottura definitiva con i dogmi della pittura, alla ricerca di una nuova libertà creativa, un “ripartire da zero” che diede vita ad una nuova poetica orientata alla libera creatività e con molti punti di contatto con l’elettromeccanica, la cinetica, l’elettromagnetismo alla quale si ispirarono numerosi artisti quali gli aderenti al Gruppo Gutai giapponese, gli esponenti del Gruppo N, del Gruppo T, del Grav, del Nouveau Realisme, di Azimuth e infine dell’arte analitica e concettuale.
Le opere esposte, provenienti da collezioni private di tutto il Nord Italia e da gallerie di respiro internazionale, consentiranno di rivivere il clima di ricerca artistica che pervase quegli anni e di coglierne in modo naturale gli assunti teorici, anche grazie ad una ricca documentazione.
Chiude il percorso di questa grande mostra una sezione dedicata agli esiti più recenti della “Pittura non pittura”, quasi fino al contemporaneo.

Dice l’assessore alle manifestazioni Marella Fumero: «Cherasco si conferma città orientata alla promozione della cultura: ci piace considerarla come un laboratorio che produce bellezza, costantemente proiettato verso traguardi sempre più ambiziosi. Questa mostra è la prova tangibile di queste intenzioni: un’esposizione complessa e articolata che è stata possibile grazie agli sforzi congiunti dell’Amministrazione comunale e dei tanti professionisti che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento».
L’esposizione, promossa da Regione Piemonte, Città di Cherasco e Associazione Cherasco Eventi, è curata da Cinzia Tesio con la collaborazione di Riccardo Gattolin e la direzione tecnica di Maurizio Colombo. In catalogo testi di Cinzia Tesio, Paolo Turati, Dario Lorenzati, Rino Tacchella, Monica Naso.

Tra gli altri artisti in mostra si citano
Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Guenther Uecker, Otto Piene, Heinz Mack, Adolf Luther, Paolo Scheggi, Dadamaino, Enrico Castellani, Mimmo Rotella, Arman.

La sede espositiva
Costruito tra il 1616 e il 1620 da Giovanni Salmatoris, ricco commerciante di sete, Palazzo Salmatoris oggi è di proprietà del Comune di Cherasco che lo ha trasformato in un importante centro culturale e artistico, sede di mostre e rassegne. Recentemente sottoposto ad un sapiente restauro, oggi il palazzo si presenta ampliato e razionalizzato negli spazi espositivi, suddivisi tra piano nobile e secondo piano per un totale di circa 450mq suddivisi in undici sale.
Nella sua storia il palazzo ha visto svolgersi importanti eventi: nel 1631 ospitò il futuro cardinale Giulio Mazzarino e gli altri membri delle delegazioni internazionali qui convenute per la firma della pace che pose fine alla guerra di Successione di Mantova e del Monferrato; nel 1706, a causa dell’assedio francese di Torino, fu ricovero della Santa Sindone durante il suo trasferimento cautelativo a Genova. Nel 1796, nel corso della prima Campagna d’Italia, vi soggiornò anche Napoleone: fu qui che il 28 aprile impose al Regno di Sardegna la firma di un armistizio con pesantissime clausole. Conserva affreschi di Sebastiano Taricco, Benedetto Nicolis di Robilant e decorazioni di Giovanni Battista Borra.

Date e orari
Lucio Fontana e l’annullamento della pittura. Dal Gruppo Zero all'arte analitica
Palazzo Salmatoris, via Vittorio Emanuele 31, Cherasco.
Dal 14 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018.
Da mercoledì a domenica ore 9.30-12.30 / 15-19.
Ingresso a pagamento: biglietto intero € 8, ridotto (da 12 a 18 anni, over 65, studenti universitari e gruppi di almeno 15 persone) € 5; gratuito per scolaresche su prenotazione con visita assistita (costo guida € 30 a gruppo)
Info: 0172.427050; www.luciofontanacherasco.com

 

 

Cherasco, 15 settembre 2017

 

Torna, domenica 15 ottobre 2017, a Cherasco, l’appuntamento con il mercato specializzato dell’antiquariato e del collezionismo.


Saranno una sessantina gli espositori nell’area del Mercato del Giocattolo antico e del Modellismo d’occasione. Si troveranno antichi balocchi, dalle romantiche bambole di porcellana a quelle di pezza, dai trenini elettrici a giochi fatti da nonni, un mondo che riporta all’infanzia di tanto tempo fa.

Accanto ci sarà lo spazio Carta, Carta, Carta... da collezione. Un centinaio le bancarelle dove si potranno trovare libri, fumetti, cartoline, stampe, pubblicità e tanto altro.

Ci sarà poi la sedicesima edizione della Mostra-mercato della Pittura, della Scultura e produzione artistica e artigianale con 60 espositori.

«Quello di domenica 15 ottobre – spiega l’assessore alle Manifestazioni, Marella Fumero – è uno degli appuntamenti con i mercati specializzati che si affiancano ai tre grandi Mercati dell’antiquariato e del collezionismo. Pur essendo ridotti rispetto ai grandi Mercati, sono meta ad ogni edizione di tantissimi collezionisti e curiosi. La merce esposta, come in tutti i nostri Mercati, è rigorosamente selezionata per dare al visitatore solo il meglio del settore. Questo è uno degli ingredienti che fanno dei mercati di Cherasco un appuntamento imperdibile per tanti esperti del settore, ma anche turisti».

Il centro storico sarà chiuso per tutta la giornata. Comodi parcheggi si trovano a pochi passi dalle bancarelle. A disposizione anche un’ampia area camper attrezzata. Info allo 0172427050.



Cherasco, 3 ottobre 2017

Sarà presentato sabato 7 ottobre, alle 15.30, nel salone consiliare del palazzo comunale di Cherasco il volume, edito dall’Associazione Cherasco Cultura, dedicato a Gli Eremiti Camaldolesi di Piemonte 1601-1801.

L’opera, a cura di Gianfranco Armando, Laura Facchin e Diego Lanzardo, narra le vicende della Congregazione camaldolese di Piemonte, sorta agli inizi del XVII secolo per opera di Alessandro Ceva, monaco d’origine piemontese e confessore del duca di Savoia Carlo Emanuele I, che in ringraziamento per la cessazione della peste del 1599, volle edificare nel 1602 l’eremo dedicato al Santissimo Salvatore in una splendida posizione sulle colline di Torino. Altri eremi sorsero nel corso del Seicento nei territori ducali al di qua delle Alpi: Belmonte presso Busca nel 1614, Santa Maria in Selvamaggiore a Cherasco nel 1618, ma rifondato nel 1675, e Lanzo Torinese nel 1661. Attivi fino alla Rivoluzione francese, furono soppressi, tranne quello di Lanzo, nel 1801.


I tredici contributi pubblicati, frutto d’inedite ricerche d’archivio, approfondiscono le vicende storiche, dal punto di vista politico, religioso e artistico, di questa importante congregazione monastica del Piemonte d’Ancien régime, fortemente legata a Casa Savoia. In particolare i saggi di don Massimo Scotto e di Diego Lanzardo tracciano le complesse vicende dell’eremo di Cherasco.
Per informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail cherasco.cultura@comune.cherasco.cn.it.  

    


Cherasco, 28 settembre 2017

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