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Sabato 14 ottobre 2017 a Palazzo Salmatoris, a Cherasco,  ha aperto i battenti la mostra "Lucio Fontana e l'annullamento della pittura. Dal Gruppo Zero all'arte analitica".


A delineare la figura e il percorso dell'artista conosciuto per i suoi "tagli" è stata Cinzia Tesio, curatrice della mostra: «Dopo un primo periodo legato alla figurazione, Fontana prosegue dando spazio ad un segno graffiante ed intenso: nascono le tavolette graffite del 1931-34, Sono un insieme di opere che enunciano una ricerca insofferente a schemi e consuetudini tecniche, il cui substrato è l'estensione di uno spazio infinito. È sulla metamorfosi della superficie e dei volumi che Fontana accentra la sua attenzione quando ricopre di mosaico il "Ritratto" del 1938 o dissemina di pagliuzze il corpo della "Signorina seduta". Quel che conta è che i volumi e la materia, ispessendosi e coagulandosi, devono essere alleggeriti, proporsi come carne luminosa, testimonianze di un trapasso ad altra dimensione, quella che in futuro sarà aperta dai tagli e dai buchi. Un passaggio tra i volumi, dal pieno materiale al vuoto, che comporta un trapasso di soglia. Da questo concetto nasce l'inedita invenzione di Lucio Fontana che è costituita dal buco praticato nella tela, cui farà seguito il taglio. Un segno che non si posa più sulla tela, ma la attraversa. Spesso i buchi di Fontana compongono costellazioni che mimano poeticamente il cielo bucato dalle stelle, oppure si accompagnano a lunari o fluorescenti escrescenze di materia sabbiosa, a sassolini disseminati come la scia di una cometa».
Ai più di venti capolavori di Fontana si affiancano altre ottanta opere di una quarantina di artisti che permettono di documentare, per la prima volta in Piemonte, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, un movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso e poi diffusosi in tutto il mondo nel seguono di una rottura definitiva con i dogmi della pittura, alla ricerca di una nuova libertà creativa, un "ripartire da zero" che diede vita ad una nuova poetica orientata alla libera creatività e con molti punti di contatto con l'elettromeccanica, la cinetica, l'elettromagnetismo alla quale si ispirarono numerosi artisti.
Le opere esposte provengono da collezioni private di tutto il Nord Italia e da gallerie di respiro internazionale. A chiudere il percorso espositivo una sezione dedicata agli esiti più recenti della "Pittura non pittura", quasi fino al contemporaneo.


Il sindaco Claudio Bogetti e l'assessore alle Manifestazioni Marella Fumero hanno ricordato l'inizio dell'ambizioso percorso espositivo di Palazzo Salmatoris : «Cherasco si conferma città orientata alla promozione della cultura: ci piace considerarla come un laboratorio che produce bellezza, costantemente proiettato verso traguardi sempre più ambiziosi. Le grandi mostre a Cherasco sono da tempo uno dei tasselli più importanti nel settore turistico per la nostra città. Un’idea maturata a fine anni Ottanta che voleva far tornare il palazzo agli antichi splendori, valorizzandolo, facendone un punto di riferimento per l’arte e la cultura. La prima mostra fu nel 1990. Il Comune aveva acquistato il palazzo ma non c’erano fondi per ristrutturarlo. L’idea però continuava ad essere insistente e l’esposizione ebbe luogo. Fu quella di un artista locale, molto apprezzato, il compianto Romano Reviglio. La storia poi è andata avanti, le prime sale sono state ristrutturate e si sono fatti grandi progetti, non solo nella mente di qualcuno, ma sono stati realizzati. Palazzo Salmatoris ha ospitato esposizioni di alto livello: nel 1998 Pablo Picasso, poi Campigli, Ligabue, esposizioni che hanno avuto un afflusso di pubblico straordinario. Non voglio però dimenticare anche tanti altri artisti che hanno esposto nelle nostre sale, come lo scorso anno Dario Ballantini, volto conosciuto al pubblico televisivo che abbiamo scoperto anche in un’altra veste. O come Felice Andreasi, un altro personaggio molto conosciuto per le sue apparizioni sul grande schermo, che qui abbiamo potuto approfondire in un’altra forma d’arte. Ricordiamo anche l’interessante mostra “Nel segno dei Savoia” dello scorso anno che ha permesso di ripercorrere l’importante e significativo legame che la nostra città ha sempre avuto con la dinastia sabauda. E tante altre ancora. Sarebbe lungo l’elenco, queste sale hanno accolto davvero tanti artisti e speriamo continui ad essere luogo privilegiato per esposizioni. E l'inaugurazione di questa prestigiosa mostra è la prova tangibile delle intenzioni della città di continuare questo percorso. Un'esposizione complessa e articolata».

Alla presentazione era presente anche Giovanni Claudio Olivero, presidente della Banca di Cherasco, sponsor dell'evento insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo: «Banca di Cherasco è una banca di territorio e come tale ha il compito di investire in ciò che valorizza e promuove il territorio. Siamo quindi lieti di poter contribuire a questa innovativa e importante esposizione. Il nostro istituto si impegna da anni nella promulgazione delle attività culturali e artistiche e, con questo contributo, si vuole mantenere alta l'attenzione sulla città di Cherasco, come fulcro di promozione culturale».


La mostra sarà visitabile fino al 14 gennaio 2018 dal mercoledì alla domenica in orario 9,30-12,30 e dalle 15 alle 19. Costo del biglietto: 8 euro, 5 il ridotto.
Info: 0172 427050.

Cherasco, 17 ottobre 2017

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