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fotografia RoretoPer gli Indiani d’America non sei nessuno se non hai una storia e un po’ di tempo per incrociare le gambe e fermarti a raccontarla.
In questi giorni di vita veloce, noi vogliamo bloccare il tempo, così, senza pretese di essere esaurienti, di impazzire dietro le date, raccontare la storia di Roreto.
Anche se Roreto ha più storie da raccontare di quanti siano i suoi abitanti. Alcune le custodiscono gli alberi, altre le case, qualcuna gli agglomerati industriali, molte il vento.
Tutte, diciamo tutte, le porta il fiume, che è un testimone silenzioso, poco invadente, riservato.
Qualcuna è triste, qualcuna fa soffrire, altre parlano di povertà, certe ancora vengono da lontano.fotografia Roreto
Roreto, la più grande delle frazioni dell’Oltrestura cheraschese, si estende per circa 8.120 ettari.
L’aspetto del paesaggio è stato determinato da alcuni fenomeni che si sono verificati in epoche lontane, nella Pianura Padana.
L’origine del territorio è da ricondursi a 10.000 anni fa quando la confluenza dei fiumi Stura e Tanaro originarono la terrazza tra Bergoglio e Bra.
Nell’ultimo periodo dell’impero romano (IV e V secolo D.C.) sorse un piccolo gruppo di case abitate da contadini, adagiate sulla cima di una valle rigogliosa, ricca di fontane che hanno dato il nome al luogo.
Con la caduta dell’Impero Romano anche questa zona venne a far parte del grande impero di Carlo Magno.
fotografia RoretoQuesto territorio divenne un piccolo feudo governato da un feudatario di cui non si conosce il nome, che fece costruire un castello e vicino ad esso una chiesa denominata S.Maria delle Fontane.
Il Castello, circondato da mura era altresì attorniato da modeste abitazioni in cui vivevano contadini, tra cui pochi liberi e molti servi della gleba che lavoravano per il castellano.
Verso la fine del XIII  secolo, quando ormai il sistema feudale lasciava spazio alla nascita dei primi comuni, un gruppo di abitanti di due rioni in provincia di Alessandria denominati Roreto e Bergoglio, stanchi ed impauriti da lotte ed angherie, furono costretti a fuggire e a cercare una terra che li potesse ospitare.
Trovando di loro gradimento questa zona, si stabilirono, diedfotografia Roretoero il nome delle loro Borgate ai nuovi insediamenti.
Con l’andar del tempo, in seguito a svariate lotte, il Castello e la Chiesa vennero distrutti.
Sopra le rovine del castello, verso il 1.500 fu costruita una villa che fu abitata e modificata fino a giungere ai giorni nostri.
Mentre conil recupero dei materiali della distrutta chiesa di S. Maria delle fontane, intorno al 1585, fu costruita la nuova chiesa dedicata a Maria vergine Assunta.
Nel tempo subì alcune modifiche strutturali.
Il suo soffitto venne dipinto per la prima volta nel 1693 e rifatto quasi completamente nel 1743.
Nel 1793 venne edificato il pregevole campanile e nel 1889 il pittore Bartolomeo Giorgis eseguì i decori della cupola.
L’ultimo importante restauro venne effettuato nel recente 2006.
Ora Roreto si presenta come un grosso agglomerato urbano cresciuto vitalisticamente e Chiesa di Roretoanche un po’ in disordine negli ultimi decenni che congiunge Bra con Bricco de Faule.
Da zona tradizionalmente agricola ha cambiato totalmente connotazione, con il predominare del terziario, sono sorte le principali strutture quali scuola materna, elementare e media, palestra e bocciodromo realizzate in stile moderno, nonché svariate strutture sportive all’avanguardia.
Sulla strada che porta verso il casello autostradale, e’ sorta la zona industriale, con un notevole numero di strutture produttive.
Ma si sa il suo aspetto è frutto dei nostri tempi e ai roretesi piace anche così un paese comunque esso sia, vuol dire non essere soli sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando tu non ci sei resta lì, ad aspettarti pazientemente come disse Cesare pavese nella “Luna e i falò”.

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