Medaglia d’Onore alla memoria a Giovanni Sanino, ex internato nei lager nazisti

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Data:

giovedì, 24 settembre 2026

Medaglia d&#39onore

Descrizione

Lunedì 21 settembre è stata conferita alla memoria di Giovanni Sanino, nato a Cherasco il 12 dicembre 1921, la Medaglia d’Onore ai cittadini italiani militari e civili deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Cherasco Claudio Bogetti, in rappresentanza della comunità cheraschese, per rendere omaggio alla memoria di un concittadino che visse sulla propria pelle una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. La ricorrenza si inserisce nel ricordo della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, celebrata il 20 settembre, occasione per mantenere viva la memoria di quanti furono catturati, deportati e costretti al lavoro nei territori controllati dalla Germania nazista.

In merito alla storia di Giovanni Sanino le notizie conservate negli archivi raccontano che Giovanni, figlio di Leodegario Sanino e di Giovanna Panero, nacque il 12 dicembre 1921 a Cherasco, in frazione San Giovanni, Case Nuove, dove viveva con la famiglia. Di professione contadino, lavorava insieme al padre sui terreni di famiglia. Dalla documentazione militare risulta che fu chiamato alle armi il 30 gennaio 1942. La sua vicenda subì una drammatica svolta dopo l’8 settembre 1943. Catturato in Grecia, Giovanni Sanino venne internato in Germania il 9 settembre 1943 e destinato, insieme a moltissimi altri italiani, ai campi di lavoro tedeschi, dove fu costretto al lavoro coatto al servizio dell'economia di guerra nazista. Dopo quasi due anni di prigionia, fece ritorno in Italia il 14 aprile 1945. La documentazione d’archivio lo indica all’epoca come celibe e contadino. Sanino da Cherasco si è poi trasferito nei comuni vicini, è mancato nel 2007 a Ceva.

«La Medaglia d’Onore conferita alla memoria di Giovanni Sanino rappresenta un riconoscimento importante – dice il sindaco Claudio Bogetti - non solo alla sua vicenda personale, ma anche alla memoria di tutti i nostri concittadini che furono deportati e costretti al lavoro nei lager nazisti. Ricordare la sua storia significa mantenere viva la memoria di una pagina dolorosa della nostra storia e trasmetterla alle nuove generazioni, perché ciò che è accaduto non venga dimenticato. È un dovere della nostra comunità custodire queste testimonianze e rendere omaggio a chi ha vissuto, con grande sofferenza, quegli anni drammatici».

Ultimo aggiornamento

Ultima modifica avvenuta il giovedì 24 settembre 2026, 12:00

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